
La riforma della scuola superiore è diventata un incubo per tutte leassociazioni di categoria organizzate nell’habitat della formazione.
Agiorni è atteso il via libera del Consiglio dei Ministri sui tredecreti riguardanti rispettivamente la riforma dei regolamenti perlicei, istituti tecnici e professionali. Una riforma che sta facendodiscutere, soprattutto dopo il sostanziale parere negativo dato dallaConferenza unificata Stato Regioni (parere sempre diviso tra regionidi maggioranza e d’opposizione).
Fino ad oggi è stato un argomento adappannaggio di esperti del settore fino a quando il sito on-line LaRepubblica ha fatto salire alla ribalta il tema della riforma urlandoall'estinzione della ‘geografia’.
Inevitabile il vespaio dipolemiche, così come è stato inevitabile approfondire la notizia primadi strapparsi i capelli. I documenti di cui stiamo parlando sono tre Atti del Governosottoposti al parere delle Commissioni di Camera e Senato, al vagliodel Consiglio di Stato e dell’intransigente Conferenza unificata Statoe Regioni. Ciascun atto corrisponde alla riforma didattica dei licei,degli istituti tecnici e professionali.
L’allarme lanciato, e riferito all’intero panorama dell’istruzionesuperiore secondaria, non coinvolge il settore dei licei, se non peril liceo scientifico che vede la disciplina della Geografia come parteintegrante di un percorso da associare allo studio della Storia. Lavera matassa da districare invece è per quanto riguarda la riformadegli istituti tecnici e professionali, compresa nell’Atto di Governonumero 133 e 134.
Premettendo che quando parliamo di "Istitutotecnico" ci riferiamo a una tipologia di scuola secondaria di secondogrado di stampo tecnico dell'ordinamento italiano. L’apprendere unatecnica, concepita come l'uso logico ed appropriato di strumenti perottenere un risultato date delle premesse, è la caratteristica comunedel percorso formativo di un istituto tecnico.
Con la riforma Gelmini,verranno creati due macrosettori: quello economico e quellotecnologico. Ogni istituto è della durata quinquennale, con un bienniocomune e introduttivo e un triennio in cui si affrontano le materiespecialistiche date dall'indirizzo preso.A riguardo della Formazione professionale (in inglese: vocationaltraining) s’intende, in generale, il percorso di formazione che sideve intraprendere per accostarsi a una professione e per esserepronti a entrare (o rientrare) nel mondo del lavoro.
Si badi bene chela nuova riforma prevede per il quinto anno una serie di stages e ditirocini per avvicinare i giovani alla professione.In entrambi i casi notiamo la necessità di limitare l’uso dellageografia, tematica oggetto di studio per 8 anni di scuola primaria esecondaria di primo grado, in quanto gli anni successivi vedrannostudi per l’apprendimento di una professione, scopo nettamente diversorispetto ai licei, utili alla preparazione del ciclo accademico.
A questo punto sono necessarie delle scelte per le quali come in questocaso al posto della geografia verranno preferite tematiche comeCittadinanza, Costituzione e studio della Terra, in quanto disciplineutili affinché della geografia non se ne faccia più una materia, ma unbagaglio culturale di base appreso grazie a studi precedenti e utileper gli studi futuri.
In questo modo quello che avremo appreso in annidi studio durante la scuola elementare e media sarà utile peranalizzare con occhio più esperto materie utili all'approfondimento ditemi attuali e problematiche del futuro (cittadinanza, costituzione,Storia).
La riforma risponde anche ai cambiamenti che in questi ultimi anni sisono verificati in seguito ai mutamenti socio culturali ed economiciche hanno caratterizzato l’Italia dalla fine del 2006 a oggi. Secondoi dati Censis del 2009, mentre i licei perdono iscritti fino al 4%rispetto all’anno precedente, gli istituti professionali vedonoaumentare le iscrizioni di un punto percentuale.
Inoltre, il 56,8%degli iscritti alle scuole superiori hanno scelto di entrare inistituti tecnici e professionali. Come ultima osservazione questaemigrazione verso corsi di studio utili all'apprendimento di unaprofessione rende utile e necessario un ridimensionamento dei corsidove rendere più compatte le basi dell'istruzione rivolte a chi nonintende proseguire un percorso di studio universitario.
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